Circolo Culturale Resia Spazio Officina

solo un anno fa… è cambiato qualcosa nella politica culturale cittadina?

giugno 6, 2008 · Lascia un commento

Il recente dibattito in consiglio comunale (18 giugno 2007) in relazione alla fondazione “Castelli”merita un paio di osservazioni. Il primo dato da rilevare è, criticamente, l’assenza, in tale sede di confronto, di prospettive  d’impegno culturale di ampia portata; detto altrimenti, in tutti gli interventi risultava praticamente assente un chiaro quadro di contenuti e di metodi di lavoro nel settore culturale, che tanto più risultava importante visto i discutibili precedenti dell’esperienza sulla gestione dei “castelli” da parte della società “Isera” che li aveva in incarico, ma   anche e soprattutto perché la capacità di organizzare i castelli Roncolo e Mareccio come luoghi di esposizione o di produzione culturale, è la carta di presentazione principale  della nostra città di fronte a gran parte della popolazione non residente, che può essere tanto più attirata e convinta del ruolo del nostro centro, quanto più i punti “storici” risultano valorizzati come punti di incontro di qualità. Non vi è dubbio infatti che il volto presentato dalla nostra città, a ragione o a torto, verso gran parte del mondo dei fruitori, di offerta e di servizi, esterni alla città (i visitatori di Ötzi, gli sciami di turisti attirati dal mercatino natalizio), sia quello (e in quello appare attraente, ancora a ragione o a torto) di una città legata ad una storia diversa da quella che si incontra in tutte le città italiane, un misto di gotico e di antico, di efficiente e di tradizionale. Che si sfiori (e forse il più delle volte non è solo uno “sfiorare” ma uno “sfondare” nel…) il “völkisch-kitsch”  è un’altra questione: rimane che un territorio che ha una densità nella sola conca di Bolzano di una decina circa di manieri storici, molti dei quali visibili o visitabili o comunque fruibili, non può trattare un patrimonio simile con troppa superficialità. Soprattutto perché può/deve produrre offerta culturale, interagire con l’offerta di servizi, produrre ricchezza e materiale e “spirituale”, a vantaggio prima della popolazione locale ma più in generale del pubblico tutto. Non vi è chi non veda la distanza che separa in questi ultimi anni la capacità dell’amministrazione di Trento o della municipalità di Innsbruck di creare occasioni di incontro culturale di alto livello, e la relativa difficoltà in cui si dibatte da tempo la nostra realtà nello stare al passo con tali vicini rivali così attivi ed intraprendenti. Che l’attenzione al mondo del sapere non risulti al primo posto nell’agenda politica locale (anche provinciale, non solo comunale), viene confermata dalla forte frammentarietà cui è sottoposta l’offerta culturale, dispersa da anni in molteplici ed anche validi o splendidi momenti ed eventi, ma incapace di “fare squadra” attorno ad alcuni nuclei forti: nei giorni scorsi a Trento veniva proposta la mostra sugli “ori delle steppe”, mentre contemporaneamente a Teodone veniva inaugurata la mostra su …”i calzetti nella storia”. Senza nulla togliere alla bravura dei curatori ed alla loro insindacabile e certamente notevole professionalità, per un pubblico di grandi numeri l’attrattiva dell’oro spesso risulta vincente su quello del pur fondamentale (nel vero senso della parola) oggetto in cui infiliamo i piedi. Nella riunione del consiglio non ho sentito l’amministrazione, ma neppure i rappresentanti di maggioranza o di opposizione, mettere dei paletti chiari e condivisi sulle strategie future di tipo culturale (ovvero: quale idea di progetto culturale sostenere. Storico? D’avanguardia? Sede di convegni? In quale ambito d’interesse, scientifico o altro? E i rapporti con le altre strutture, università, musei?), e la cosa può preoccupare: più che dibattere sull’organigramma interno, sui gettoni di presenza e sulle compatibilità, e sulle pur giustificatissime cautele con cui varare una struttura così importante, per creare il “ biglietto da visita”  di presentazione di Bolzano “Città di Cultura”, sarebbe e sarà opportuno interrogarsi su quali linee guida dare all’azione di investimento culturale di questa città, che deve smettere di “essere ponte” solo a parole, ma iniziare a misurarsi nei progetti, negli eventi, soprattutto con le idee. Altrimenti, gli antichi “scatoloni” di pietra o i “novissimi” scatoloni di cemento, risulteranno essere solo cieche e mute stanze vuote.

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Ricordo di Silvano

giugno 5, 2008 · Lascia un commento

Il 26 aprile si è spento Silvano Bassetti. Pubblichiamo qui, nel blog della nostra associazione culturale, un ricordo di un grande amico della cultura, dotato di una intelligenza rara, che ha lasciato un segno durevole nella storia culturale, prima che politica, della nostra città. Vogliamo ricordarlo qui, perchè tutte le future battaglie, i futuri interventi, per la vita culturale della città e del quartiere lo richiameranno, con un impegno forte ed una curiosità sempre aperta. 

 

 

Apprendo ora con dolore e con tristezza che meno di un’ora fa si è spento Silvano Bassetti. Non posso evitare di esprimere pubblicamente un pensiero che credo di interpretare a nome di tanti, che hanno condiviso con lui una fetta importante di esperienza umana, culturale e politica. Silvano è una di quelle persone che non si possono dimenticare, una volta che si incontrano sul proprio cammino: dotato di una intelligenza rara e profonda, ricca e intimamente “provocante”, capace di rendere comprensibili cose anche estremamente complesse ma anche di rinnovare da principio il ragionamento, reimpostandolo da capo. Devo dire che per me in questo  periodo Silvano è stato un punto di riferimento straordinario, anche dal punto di vista umano oltre che politico: lo sapevamo duramente impegnato in una lotta davvero quotidiana per guadagnare giorno per giorno un  respiro in più, un cielo in più, la vista dei suoi cari ancora per un po’; sapevamo che solo la sua forza d’animo davvero leonina, la solidità di un grande albero potevano resistere a questa prova ancora per un po’ . Eppure, in questa temperie terribile, ha continuato fino a ieri a discutere, intervenire, lottare e pensare con la caparbietà, la serena ostinazione di capire e di intervenire, che hanno i ragazzi di ventanni, con la vita davanti fresca e libera, con la profondità che hanno i saggi, che osservano rapiti la bellezza delle nuvole nel cielo. Silvano ha  spronato a riflettere, a discutere, a costruire pezzetto per pezzetto un progetto di vita collettiva che credeva potesse essere migliore, per tutti e per ciascuno. Lui era un costruttore, una di quelle persone che sembrano nate per mettere insieme coscienze, personalità, esperienze e poi condividerle ed unirle in un progetto collettivo. Nella vita di tanti che sono passati per questa terra di confine, in cui la complessità è il sale stesso di questa storia, di queste storie che si intrecciano, alcune di queste persone come Silvano, come Alex Langer, come l’amico comune Guido Fronza, sono state come un filo di un discorso, che riesce a non interrompersi anche quando loro se ne vanno; l’impegno coniugato al sano senso di ironia, la capacità di rimettersi in gioco radicalmente affrontando a viso aperto anche i propri   cambiamenti, la propria capacità di mutare senza perdersi. Questo è stato il tratto comune di una generazione culturale e politica, cui Silvano ha contribuito in modo determinante ha dare un volto ed un nome, e che proprio in questo quarantennale di  memorie   è stata spesso oltraggiata da persone di scarso spessore o di cattiva memoria, è che passa sotto il nome di “sessantotto”: leader storico di quelle singolare esperienza libertaria che fu “Lotta continua” nei suoi esordi, artefice di esperienze politiche di cambiamento e di rinnovamento come il suo ritornare dopo tanto tempo a fare attività politica nei Democratici di Sinistra, e poi da autentica anima del passaggio verso il Partito Democratico di cui fu tenacissimo sostenitore e poi rappresentante tenace, Silvano ha regalato a questa città molta parte della sua esistenza, ricchissima di idee e di speranze, di volontà e di pensiero critico. L’esperienza di assessore all’urbanistica – ruolo che ha svolto in modo esemplare per dedizione e capacità – , con la forte volontà di progettare una diversa idea di spazio e di sviluppo della città, lo ha visto portare a punti di eccellenza inaspettata la vita di quartieri nuovi, la linee di sviluppo di un progetto che sta andando avanti e in cui ha speso moltissime energie. Ma sempre ha voluto interrogare, chiedere, discutere, le idee ed i progetti, prima di “fare” le cose, sapendo con una lucidità che non vorremmo mai perdere che sono le donne e gli uomini, con le loro idee e proposte, a cambiare la realtà. In cui si vive. Ciao Silvano, ti auguro un viaggio lieve, tu che sei credente, in questa mattina di aprile, nell’incontrare quei tuoi maestri che hai lasciato momentaneamente; un viaggio  a ritrovare don Milani, le tante persone che ti hanno voluto bene, Alex e Guido e tanti altri, Ernesto Balducci, e chi hai sempre cercato.  

 

Andrea Felis

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ecco le immagini del concerto dei “The Moray Friends”!

giugno 5, 2008 · Lascia un commento

Come abbiamo annunciato, e poi realizzato, il 2 giugno abbiamo festeggiato la nostra Repubblica (democratica, e fondata sul lavoro, se qualcuno se ne fosse scordato…) alla Villa delle Rose di via Resia 90 (in fondo al percorso della Memoria, dopo la fine del muro del Campo di concentramento di via Resia). Qui, gli amici dei “The Moray Friends” hanno suonato, cantato e fatto battere il tempo con musica irlandese, davanti ad una trentina di persone, in una giornata piovosa davvero molto “Irish”! Ecco ora le immagini, grazie alla cortesia di Francesca (Sordon), splendida voce cristallina – piuttosto “fairy”, per le delicatezza e coloritura del canto! – che ha fatto fotografare alcuni momenti del concerto. Tutti i partecipanti sono stati davvero soddisfatti e stupiti per la comodità e simpatia della struttura che ci accoglieva (e grazie ancora ad Andrea della “Villa”, e a tutti quelli de “La Strada”!), e speriamo di averli in futuro ancora ospiti, e di essere a nostra volta ospitati dagli amici della “Villa”. Leggeteci qui nel nostro blog, e dateci consigli, critiche, osservazioni per costruire una bella e soddisfacente vita associativa per la nostra città e questo nostro bel quartiere!

Andrea 

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piccola galleria: opere di Giovanni Antico – giugno 2008

giugno 5, 2008 · Lascia un commento

Ecco una selezione di opere pittoriche di Gianni Antico, a corredo della critica:

 barche, 2007

la parte paesaggistica appare forse la meglio definita, nell’attuale produzione del nostro: in particolar modo l’aquerello risulta un mezzo espressivo particolarmente efficace, nella sintesi dell’autore.

 lacustre, 2005

 porto Palau, 2004 porto di Palau, 2003

Nella “Still Life” l’autore si misura con una modalità di interpretazione del mondo delle cose di rara densità e delicatezza, ed ancora una volta il linguaggio ad aquerello è quello spesso più congeniale, accanto alla tecnica a tempera:

cachi, 2006 fichi d’india, 1999

 fichi d’india, 1999

 

Le opere di più grandi dimensioni,a tecnica mista, spaziano invece verso risultati più di ricerca, con fughe verso linguaggi che risentono della lezione delle avanguardie, ma reinterpretate secondo una cifra estremamente personale, legate alla propria storia, alla propria interiorità.

notturno australiano, 2002

il ponte sulla Drina, 1999-2005

 granito rosa, 2006

In attesa delle nuove opere, chi volesse contattare il maestro Antico può rivolgersi alla nostra associazione.

 Gli artisti che intendessero invece partecipare alla vita del Circolo, sono invitati a scriverci e ad inviare immagini delle loro opere, saremo ben lieti di commentarle e inserirle nella nostra Piccola Galleria virtuale Spazio Officina. A presto!

A.F.

 

 

 

 

 

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The Morey Friends in Concert!

maggio 27, 2008 · Lascia un commento

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Ci siamo!

maggio 19, 2008 · Lascia un commento

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